Il 2020 sarà ricordato, sui libri di scuola, come l’anno del COVID-19, delle chiusure, del distanziamento sociale e della paura. Per la medicina e, in particolare, la gestione dell’iter assistenziale dei pazienti, invece, ha segnato un enorme passo avanti verso la trasformazione digitale della Salute con il prosperare e l’emergere della telemedicina in tutto il mondo

Cosa è la telemedicina?

La telemedicina prevede l’utilizzo delle telecomunicazioni e delle tecnologie virtuali per fornire assistenza sanitaria al di fuori delle strutture sanitarie tradizionali. La telemedicina, che richiede solo l’accesso alle telecomunicazioni, è il componente più semplice dell’eHealth, che utilizza una più ampia gamma di tecnologie di informazione e di comunicazione (ICTs). (OMS)

Su questo blog, ne parliamo ampiamente da anni ormai. Raccontiamo di innovazione e tecnologia e della inevitabile trasformazione che sta avvenendo in tutti i dipartimenti della Salute. Una trasformazione, è bene ricordarlo, che non vuole in alcun modo sostituire tout court la medicina tradizionale, che, invece, può essere affiancata e integrata da nuovi canali di comunicazione digitali e dalle ultime innovazioni in campo tecnologico.

L’obiettivo di questa trasformazione digitale della Salute è migliorare l’assistenza sanitaria e supportare il sistema sanitario nazionale nel creare percorsi assistenziali e di cura accessibili a tutti, indipendentemente dall’area geografica in cui si vive.

Nell’attuale emergenza sanitaria, la telemedicina riveste un ruolo ancora più importante che negli anni passati: è una risorsa indispensabile per migliorare la sorveglianza dei pazienti, contenere la diffusione della malattia, favorire l’identificazione precoce e la gestione tempestiva delle persone infette e garantire la continuità delle cure dei pazienti vulnerabili con patologie croniche multiple.

In numerosi casi, la telemedicina serve a facilitiare il consulto specialistico in tempi relativamente stretti. Può diventare utile anche come strumento di pre-visita, per fornire ai pazienti precise indicazioni su quali documenti, referti o esami vanno eseguiti, o per creare un collegamento tra medico e paziente, laddove ci siano difficoltà per gli spostamenti.

I dati ci raccontano del successo della telemedicina.

Meno di un italiano su cinque ha utilizzato i canali digitali per comunicare con un medico di base prima dell’emergenza sanitaria (19% via e-mail, 9% via SMS, 14% tramite WhatsApp e pochissimi tramite piattaforme di collaborazione dedicate).
Nelle comunicazioni con i medici specialisti, i numeri sono un po’ più alti (23% via email, 22% via SMS e 26% tramite WhatsApp).
Circa un quinto della popolazione dichiara che in futuro utilizzerà i canali digitali, in particolare Skype (23% per comunicare con i medici di base e 21% con gli specialisti) e le eventuali piattaforme dedicate proposte dal proprio medico (24% con i medici di base e 23% con gli specialisti).

#TiVideoVisito e Next2you

Secondo i medici di medicina generale, in media il 30% delle consultazioni con i malati cronici potrebbe essere effettuato con strumenti digitali.

Ci sono soluzioni di telemedicina che in questo momento supportano il SSN nella gestione di persone che convivono con patologie neurologiche croniche o infiammatorie immunomediate e che hanno quindi la necessità di ricevere un’assistenza costante e continuativa.

Abbiamo già parlato del servizio sviluppato da paginemediche, #TiVideoVisito, e di quanto importante sia questo tipo di soluzioni digitali innovative in un momento in cui la pandemia da SARS-CoV-2 sta avendo un forte impatto sui servizi assistenziali pubblici.

Biogen, da 40 anni all’avanguardia nell’ambito delle biotecnologie applicate alle neuroscienze, sponsorizza il progetto di telemedicina specialistica in area neurologica, dermatologica e reumatologica, Next2you.

La soluzione serve a collegare virtualmente medici specialisti e pazienti, favorendo le azioni di prenotazione, visita e monitoraggio a distanza.

Numerosi sono i vantaggi nell’uso della tecnologia, delle soluzioni di telemedicina, specialmente per il followup di pazienti noti e in tutti quei casi in cui l’operatore sanitario reputi non necessaria l’interazione di persona. L’assistenza a distanza riduce l’uso di risorse nei centri sanitari, migliora l’accesso alle cure, minimizzando il rischio di trasmissione del COVID-19. Oltre ad essere utile nel mantenere le persone al sicuro, incluso il pubblico in generale, i pazienti e gli operatori sanitari, un altro importante vantaggio è quello di fornire un accesso facilitato anche ai caregiver. Emanuele Urbani, Medico di Famiglia e Responsabile Scientifico di Paginemediche.it

Formazione Digitale per gli specialisti

Aspetto non trascurabile, legato tanto alla telemedicina che alla trasformazione digitale della Salute, è quello della formazione specialistica che si sposta on line. Numerose le offerte formative digitali che sono nate in questo anno.

Biogen, insieme alla SIN (Società Italiana di Neurologia), promuove un portale di formazione teorica e applicata sulla Digital Health: il Digital Health Campus.

Sul portale, dedicato ai neurologi italiani, si affrontano i grandi temi della rivoluzione digitale: dalle App alle Terapie Digitali, con particolare focus sul rinnovato rapporto tra medico e paziente.

Questo nuovo scenario rende evidente la necessità di promuovere un cambio di paradigma che porti il Sistema sanitario a integrare e istituzionalizzare le soluzioni tecnologiche idonee a privilegiare una maggiore “prossimità” nei confronti dei pazienti, sostenendo i servizi digitali e fornendo ai professionisti sanitari conoscenze e competenze necessarie per far sì che questo cambio di paradigma possa avvenire davvero. Forti della nostra esperienza nel campo delle più gravi patologie neurologiche e autoimmuni, siamo felici di poter contribuire nel portare valore per un sistema assistenziale moderno, efficace e sicuro per tutti. Giuseppe Banfi, Amministratore delegato Biogen Italia

Conclusioni

Crediamo fortemente che le tecnologie digitali possano fare la differenza in ogni fase dell’assistenza sanitaria: prevenzione, accesso, cura e assistenza al paziente.

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